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mercoledì 16 gennaio 2013

SkyTools 3 PRO

Mi sono deciso ad acquistare un software per astrofili, di tipo non dico più evoluto ma di più azzeccato alle mie esigenze.
Utilizzando Stellarium ho dato un occhiata a cosa ci fosse in cielo la serata scelta. Anche per decidere "cosa" stava al meglio e in che orario la notte scelta.
Carta e penna e prendi nota, programmi...
Cartes du Ciel, invece, mi dava l'opportunità di preparare il piano d'attacco...per ogni oggetto e costellazione. Mi ci creavo le Carte di Puntamento per ogni oggetto e ottimizzate per la strumentazione indicata.
Stellarium, il primo, veniva usato da Planetario e Cartes du Ciel, il secondo era lo strumento con cui produrre  il puntamento, un utilizzo sul campo.
Non difficile ma assolutamente dispendioso di tempo a parer mio. Ma quello avevo.
Ma, tra i due prorgammi c'era anche una fase imprescindibile. Una volta che ho visto che c'è in cielo, che costellazioni saranno ben osservabili, dove scelgo, come scelgo cosa osservare tra le migliaia di "cose" belle da osservare? E con la mia strumentazione poi? Che modifica i parametri con cui "sapere" quali oggetti saranno possibili da osservare. E la qualità del cielo di "dove" andrai ad osservare? E quanti panini ti devi portare? E quanto è rumoroso il tuo vicino (Carlo n.d.r.)..... Aho è quanti...
A parte gli ultimi è vero, che a volerne o a voler essere precisi, sono moltissime le variabili per organizzare una "lista per la serata" di oggetti da osservare.
Questa fase veniva gestita "a mano" con fogli Excel, siti web, forum, cataloghi pescando tra tutte le fonti, cercando tra tutte le fonti. Quindi altro, chiamiamolo programma, erano le fonti.

Un lavoro non difficile, ma dispendioso e molto a rischio di errori anche grossolani.

Mi decido ad acquistare un software di tipo Planner, pianificatore per le sessioni astronomiche.
Tra i diversi di cui mi sono documentato e qualcuno provato, ho scelto Sky Tools 3 della Skyhound  in versione Professional.
Lo utilizzo da un paio di mesi, quindi parlerò di cosa ho capito fino ad ora e di cosa mi sono imparato a fare fino ad ora.

Il software lavora da un punto di vista ottimizzato, diciamo oggettivo di cosa puoi vedere quando, dove, e con quali strumenti.
Il software usa la combinazione di queste informazioni all'interno di cataloghi e cataloghi di oggetti scielgiendo quelli che rispondano alla combinazione stessa.

PRIMO UTILIZZO DI SKY TOOLS 3 
Le informazioni di cui ha bisogno dal primo utilizzo sono l'Osservatore,  la Strumentazione, il Sito Osservativo.
Per Osservatore vengono richiesti parametri come età, pupilla d'uscita, esperienza ecc ecc.
Per Strumentazione le caratteristiche del telescopio, oculari, cercatori ecc ecc che vengono usati.
Strumentazione
Per Siti Osservativi le coordinate del luogo, fuso orario, trasparenza, elevazione, ostruzione (anche personalizzabile), la m.lv.
Queste informazioni iniziali potranno essere sempre modificabili e se ne potranno aggiungere di diverse.

Osservatore
Sito Osservativo




Altre informazioni iniziali di questa tipologia sono quali cataloghi verranno usati come fonte dal software.
Anche queste modificabili poi.


Il software ha tre principali interfacce di utilizzo. Semplice, Visuale, Fotografico. 
Parlerò della mia esperienza sulle prime due che rientrano nelle esigenze di un astrofilo visualista.
Interfaccia Semplice. Il nome è fuorviante. Non è semplice perchè facile o per neofiti...è semplice perchè non usa il complesso meccanismo delle altre modalità.
In pratica in questa modalità lavoreremo sull'accademico. Saranno pochi i fattori preimpostati che influenzeranno questa modalità. Se cercheremo delle nebulose planetarie, il programma non mi risponderà in base alle mie possibilità, ai parametri inizialmente impostati (osservatore, telescopio ecc ecc), mi darà tutte le planetarie dei diversi cataloghi istallati. Esisteranno dei filtri nella scelta ma non abbinabili al fattore Osservatore.
Quindi questa è una modalità che ti permette di programmare non solo l'uscita ma tutto il lavoro osservativo, il programma osservativo della tua carriera di astrofilo.
Interfaccia Visuale. Questa modalità permette di lavorare sulla base delle condizioni fisiche, ambientali e strumentali dell'osservatore. E' in questa modalità che il programma si sfoga.
Questa modalità opera tenendo conto dell'Osservatore (pupilla d'uscita ed esperienza), Capacità del Telescopio e le sue capacità in combinazione con gli oculari, Caratteristiche natuarali del sito osservativo (coordinate, Altitudine, Fuso) e quelle qualitative (orizzonte ostruito, mvl, sqm, umidità ecc ecc).
Il tutto a quella determinata data.
Anche qui possiamo ancora decidere di fare anche di nostro e modificare determinati parametri o implementarli.

Proviamo il Modo Visuale. 
A questo punto cominciamo a volere buttare giù la nostra lista.
Prima di creare la lista vera e propria il presupposto è generare un Gruppo di Osservazione. A tale gruppo verrà assegnata la lista che andremo a generare.
Per Esempio creiamo il Gruppo Prova
Vediamo che a Sinistra abbiamo delle Etichette adesso ce ne interessa una la prima, Pianificatore della Notte.
Qui potremo impostare la data della serata osservativa, il sito, l'osservatore e il telescopio.
Adesso Generiamo la nostra Prima Lista di Osservazione in base ai parametri di cui sopra.
In questa primissima fase affidiamoci al Generatore Automatico per la Lista della Serata.

Maschera della Generazione Automatica



La maschera è molto intuitiva.
Decidiamo per oggetti del Profondo Cielo, In quale Gruppo andrà a finire la Lista e diamo l'ok per Creare la Lista




Lista Automatica
Una Lista di 25 oggetti.
Ma adesso dobbiamo lavorare sull'ottimizzazione.
Ho dei filtri veloci alla visualizzazione della lista, filtri che prendono in esame le situazioni ambientali qualitative del sito.
Da che ora inizia l'osservazione, A che ora finisce, oggetti che siano sopra l'orizzonte o minimo oltre tot gradi. Altri filtri sono per costellazione o per tipo ad esempio.
Visualmene è sempre presente una barra che indica il percorso dell'oggetto, e la durata della notte.
Dopo aver smanettato verranno visualizzati tutti gli oggetti rispondenti.


Ok. Osserviamo dalle 19.00 alle 01.00 e voglio osservare solo oggetti che siano visibili durante la fase di buio completo e oggetti più vicini alla loro massima altezza....
Via...la Lista si Ricarica e si Aggiorna.

Attenzione...ogni qual volta si fa un Ricarica della Lista, in basso a Sinistra per circa 10 secondi appare la scritta che ti informa di quanti oggetti sono visualizzati nella lista. Se notate vedrete che dice nel nostro caso.
19 oggetti su 25 rispondono ai criteri di visibilità. Questo stà a significare che la lista iniziale non è sparita, il software ti informa che della lista di 25 solo 19 hanno risposto ai criteri inseriti.
Come vengono elencati gli oggetti. La barra è personalizzabile. Degli oggetti vengono visualizzati tante caratteristiche ma andiamo sul semplice.
Per nome, per nome secondario, per tipo, per costellazione, magnitudine, coordinate, dimensioni.
Oltre a queste indicazioni, che ti permettono la sistemazione degli oggetti per come più ti aggrada, ce ne sono altre comodissime pensate per la programmazione della scaletta e comunque organizzazione della sessione.
Viene visualizzato l'orario di sorgere dell'oggetto, del suo tramonto e del suo passaggio al meridiano quindi la fase migliore per godere della sua visione. In aggiunta vi è l'indicazione del migliore oculare consigliato per osservarlo.
Per ogni oggetto abbiamo l'indicazione del livello di difficoltà, dall'ovvio al vera sfida, sulla base dei parametri dell'osservazione.
Già a questo punto abbiamo una lista ottimizzata per la nostra serata simulata.

Bene. Ho la lista, me la stampo in  tutte le salse, per migliore visibilità, per costellazione...come me pare.
Ma come punto gli oggetti?
Posso selezionare un oggetto alla volta o tutti insieme. Passo a visionare l'oggetto dal punto di vista del mio telescopio. Mi apparirà una visualizzazione dell'oggetto ad occhio nudo con impressi i cerchi del Telrad, una visualizzazione dell'oggetto attraverso il mio Cercatore Ottico e attraverso un Oculare in uso.

Questa visualizzazione sarà modificabile in molti aspetti ma per adesso ci interessa vedere che sia chiara.
Possiamo passare a Stampare la Cartina visualizzata in formato Cartaceo e in Stile Atlante Astronomico con le indizazioni che vogliamo: giorno luogo strumento, coordinate caratteristiche.
 


A questo punto posso tranquillamente uscire e andare ad osservare.



Ci sono tantissime opzioni che non ho menzionato. Il mio voleva essere un contributo al "Primo Utilizzo".

Conviene iniziare con uesto tipo di lavoro e piano piano esplorare il programma nelle sue molteplici funzioni.
Qui ho spiegato un decimo di quello che ho imparato a fare con il programma in 2 mesi...le sue complete funzionalità sono enormi.

Per adesso mi fermo quà.
Appena posso chiacchiererò sulle altre cose che ho imparato.
Come creare delle proprie Liste Complesse e Utilizzare gli Strumenti di Pianificazione Avanzata e l'utilizzo sul Campo.

Cieli Sereni!



giovedì 24 marzo 2011

Come Osservo le Nebulose Planetarie

  Per adesso ho un metodo che stò cercando di sviluppare meglio e spero molto anche nell’aiuto di astrofili più esperti di me che possano consigliarmi al meglio. Il metodo che vado a spiegare, in realtà, è anche quello che uso per tutti gli oggetti di Profondo Cielo, ma con le planetarie devo usare qualche accorgimento in più con i filtri.

LE MAPPE
Preparo le mappe tramite il programma Cartes Du Ciel.
Creo una Mappa Telrad: la mappa rappresenta il cielo ad occhio nudo con i cerchi Telrad per il puntamento dell’oggetto. Mediamente preparo la mappe con un magnitudine limite pari a 5.5.

Creo una Mappa Cercatore: la mappa rappresenta il campo inquadrato nel mio cercatore 8x50 nello stesso punto della mappa precedente, sottosopra. Qui la magnitudine limite è impostata intorno alla 8.

Creo una Mappa StarHopping: se necessario, creo una mappa con il percorso di StarHopping partendo dal punto di Telrad.

Creo una Mappa Oculare Cercatore: la mappa rappresenta il campo inquadrato nel mio oculare plossl 32mm che utilizzo come Oculare Cercatore.

Creo delle Mappe Oculari: se necessarie genero delle mappe che rappresentano il campo inquadrato con diversi oculari, ad esempio se la nebulosa è molto elusiva.


IL PUNTAMENTO 
Se devo puntare delle Nebulose di tipo dalla 2 alla 6 (apparenza circolare ecc) o di debole luminosità:
Punto l’oggetto tramite le mappe Telrad e Cercatore. Nel telescopio è presente l’oculare cercatore con il quale cerco di riconoscere il campo della nebulosa. Tengo pronto l’oculare Hyprion24mm con montato il filtro O-III. Questo mi permette, riconosciuto il campo, di cambiare oculare e visualizzare al meglio la nebulosa.

Se devo puntare delle Nebulose di tipo 1 (apparenza stellare):
Punto l’oggetto tramite le mappe Telrad e Cercatore Nel telescopio è presente l’oculare cercatore con il quale cerco di riconoscere il campo della nebulosa. Una volta certo di aver inquadrato il campo utilizzo la tecnica di Blinking Interpongo tra occhio e oculare il filtro O-III mettendolo e levandolo di continuo. Questo farà apparire e scomparire le stelle e farà “lampeggiare” la nebulosa planetaria che accendendosi e spegnendosi mi rivelerà la sua presenza. Memorizzato il campo da osservare, monto il filtro direttamente sull’oculare (e sugli altri in sequenza) per continuare l’osservazione.
   

OSSERVARE 

Eseguo l’osservazione in questa scaletta sistematica. La prima cosa che faccio è identificare i Punti Cardinali che mi serviranno come indicazione nella fase successiva, la Descrizione dell’oggetto.
Per identificare i Punti Cardinali, pongo una stella evidente al centro del campo, cercando di rimanere il più possibile vicino all’oggetto, a volte uso lo stesso oggetto. Non compenso la rotazione terrestre e aspetto che la stella esca fuori dal campo oculare: quel punto sarà l’Ovest. Successivamente a 90° in senso antiorario troverò il Nord. Nel mio caso specifico perché utilizzo un telescopio Newton e quindi con un numero pari di riflessioni.

Osservo l’oggetto con i diversi oculari e quindi a diversi ingrandimenti. Per ogni oculare procedo con questa scaletta:
-In luce Bianca (senza alcun filtro)
-Con filtro O-III
-Con filtro UHC-S

Di volta in volta vado a descrivere nel foglio di report quello che vedo e le eventuali differenze. Solo alla fine, scelto il miglior ingrandimento e la migliore reazione ai filtri, continuo l’osservazione con la combinazione scelta.

Come usare la vista. Ognuno ha il suo metodo e rimane un discorso molto soggettivo, io faccio così: Osservo l’oggetto in Visione Diretta e memorizzo con calma la morfologia Osservo l’oggetto in Visione Distolta e memorizzo con calma la morfologia, muovo l’occhio in diversi punti del campo oculare, cercando di cogliere differenze nella visione.
Dopo un poco di adattamento dell’occhio all’oggetto in esame, ricomincio con la visione Diretta e Distolta ma adesso cerco di tener fermo l’occhio e di sforzarmi di cogliere più definizione dell’immagine possibile.
E’ difficile da spiegare a parole, quando si osserva in Distolta e si cerca di memorizzare la visione, bisogna trattenersi dalla tendenza naturale di sposare l’occhio e osservare in visione diretta. E’ una tendenza naturale a cui bisogna sopperire con l’allenamento. In pratica bisogna allenare il cervello a lavorare sulla vista periferica dell’occhio. Per una completa e  dettagliata descrizione della Vista e del funzionamento dell’Occhio consiglio letture più approfondite, ma cercherò di semplificare qui il discorso relativamente all’osservazione telescopica di oggetti deboli.
L’allenamento deve essere fatto ,oltre che al telescopio naturalmente, anche nella vita comune. Durante il giorno centro l’occhio su un punto mediamente distante e pongo attenzione ad un oggetto che cade nella mia zona periferica dell’occhio. Fatto questo mi concentro nel cercare di trovare dettagli nell’oggetto che osservo in distolta. Inizialmente non sarà per niente facile, ma è un allenamento ottimo che darà i suoi frutti al telescopio. Durante le ore di buio, o internamente ad una stanza in penombra, facciamo lo stesso discorso di centrare un punto per osservare in distolta un oggetto. Ci accorgeremo che l’oggetto sarà più visibile così che in visione diretta. Questo perché i bastoncelli della periferia dell’occhio sono più sensibili agli oggetti debolmente illuminati. Alleniamoci ad percepire particolari e a tener concentrato il cervello sull’oggetto in distolta. Questa situazione sarà simile a quello che ci si presenterà all’oculare del telescopio: un oggetto debole in un campo buio o debolmente illuminato.

Tranne che per le Nebulose Planetarie più deboli, conviene alternare le due tipologie di Visioni.
Che la vista distolta permetta di osservare più particolari deboli non vuol dire  che la vista diretta mostri meno dettagli. Le due visioni mostrano cose diverse.
Non è sempre così, ci sono oggetti che in visione diretta sono invisibili e poi appaiono magicamente in visione distolta.
Non esiste un tempo minimo da passare al telescopio per osservare un oggetto. Ognuno troverà la sua situazione migliore. L’importante è non passarci troppo poco tempo e ne passarci troppo tempo. Se ci rimaniamo poco è possibile che ci siamo preclusi dettagli più deboli, se ci rimaniamo troppo tempo rischiamo di stancare l’occhio e di regredire la qualità della visione.

Tanti fattori possono interferire sulla qualità dell’osservazione:
Primo oggetto della serata? L’occhio-cervello potrebbe non essere ancora adattato alla visione telescopica. Ultimo oggetto della serata? L’occhio-cervello potrebbe essere stufo e stanco… Cerco sempre di dare un equilibrio al programma osservativo della serata, comincio con oggetti facili, passo poi ad oggetti un poco più impegnativi, nella metà della sessione osservativa passo agli oggetti difficili (l’occhio sarà allenato ma non ancora stanco) e verso la fine della sessione riprendo oggetti facili.  

DESCRIVERE 
Per descrivere la nebulosa planetaria cerco di sintetizzare questi aspetti:
-Forma
-Colore
-Contorni
-Tipologia
-Reazione ai diversi Filtri
-Descrizione generale

Perché descrivere? Prima di tutto per tenere nota dell’osservazione e tenere memoria di ciò che si è osservato nonché per condividere con gli altri la propria osservazione.
UNA OSSERVAZIONE NON CONDIVISA EQUIVALE A NON AVERLA FATTA sotto di un piano scientifico naturalmente e non toglie nulla al piacere personale, ma la condivisione delle osservazioni sta alla base dello sviluppo dell’astronomia e di quello personale, se ho fatto degli errori o preso degli abbagli come posso correggermi e migliorare se non lo condivido con altri che potranno aiutarmi?
Torniamo al discorso Descrizione…
  Descrivere un oggetto, mettere su carta la descrizione vuol dire costringere il cervello ad analizzare ciò che si vede. Il cervello non è più un osservatore passivo. Costringendosi a descrivere ed a analizzare significa soprattutto costringere il cervello a “vedere di più”. 
Per descrivere l’oggetto mi avvalgo dei punti cardinali. Per esempio “…la nebulosa presenta una luminosità più accentuata in direzione NE…”, “…l’oggetto presenta una forma ovale allungandosi in direzione N e S…” e così via. 

DISEGNARE 
Se ho tempo e le condizioni lo permettono, concludo l’osservazione con un disegno dell’oggetto. Parto con il campo stellare, disegnato non utilizzando i filtri che farebbero sparire le stelle di fondo. Procedo per gradi con matita, sfumino e dita per abbozzare la forma generale e scendere via via nei particolari.

CONCLUSIONE 
Molte delle modalità che ho descritto vanno bene,e  le uso, per generalmente tutti gli oggetti di Profondo Cielo. Spero che queste due righe possano essere di aiuto ad altri astrofili e spero che altri astrofili aiutino me a migliorare. Ma la vera conclusione è che se sto scrivendo sta roba è perché…non sto sotto le stelle ad osservare!!!!!!! Grrrr…..
ma Sabato è vicino..speriamo bene..

Cieli Sereni!

lunedì 28 febbraio 2011

Disegnare all'oculare

Questo non è un vero e proprio Tutorial sul disegno all’oculare…non ne sono all’altezza, vado semplicemente a spiegare come faccio.

Essendo ancora agli inizi diciamo che utilizzo un metodo simile per tutti gli oggetti di profondo cielo, certo in alcuni casi le differenze sono notevoli (ammasso aperto o una nebulosa).

Il Materiale.
Uso della comune carta da fotocopiatrice in formato A4, sulla quale vi è stampato il foglio di Report con i cerchi di campo.
Uso matite morbide, due per la precisione, una per il disegno vero e proprio ed una per segnare le stelle in maniera puntiforme.
Uso sul campo uno sfumino, di quelli che si comprano in cartolibreria. Il mio ha due punte, una media e una medio-piccola.
Porto con me sempre una gomma per matite ma non la uso quasi mai, e un temperamatite.
Il Piano di Lavoro è una cartellina rigida da ufficio.

L’ Illuminazione.
Ho sempre utilizzato la mia lanterna rossa da testa e mi ci sono sempre trovato bene. Ho visto in rete che tanti usano una lampada da lettura (rossa), credo che passerò a questo sistema, è sicuramente meno invasivo per gli altri (il fare avanti indietro con la testa dall’oculare al foglio con la lanterna accesa significa spararla in faccia ad eventuali astrofili vicini…che fin’ora mi hanno sopportato)

Osservare e Descrivere
Comincio con il dire che prima di mettere mano al disegno vero e proprio passo diversi minuti sull’oggetto in questione. Lo osservo a tutti gli ingrandimenti che possiedo. Cerco di vedere il maggior numero di dettagli sull’oggetto e metto su carta la descrizione dell’oggetto, nella stessa maniera che farei se non dovessi proseguire con il disegno.
Questo costringe il cervello a “capire di più” e permette di percepire maggior dettagli e morfologia sull’oggetto.
In questa fase segno i punti cardinali sul cerchio del campo, mi servirà tanto per la descrizione quanto per il disegno. Metto l’oggetto (o una stella luminosa) al centro del campo e aspetto che esca dall’oculare, quel punto di uscita sarà l’Ovest e (nel caso di un newton) a 90° in direzione Antioraria ci sarà il Nord.


DISEGNARE

FASE 1 – IL CAMPO STELLARE
La prima cosa che faccio è disegnare le stelle del campo stellare, questo mi farà da riferimento per tutto il lavoro.
Comincio segnando con un puntino le stelle più luminose. Poi le ingrandisco quanto serve, semplicemente dei pallini.
Continuo segnando altre stelle meno luminose, e ingrandendole quanto serve.
Per ultimo segno le stelle più deboli, in questo caso si mantengono come minuscoli punti, non le ingrandisco per non confondermi.
Per far si che questa fase venga bene, cerco nell’oculare degli schemi geometrici di riferimento, detta così sembra dispendiosa ma dopo un poco di pratica, trovo che sia il metodo più veloce.
Il campo stellare (e dei riferimenti geometrici) mi serviranno per riprodurre bene le dimensioni dell’oggetto, facendo riferimento alle stelle di campo.
Campo Stellare

FASE 2 – FORMA GENERALE
Prendo la matita e con essa “scartavetro” su di un punto del foglio che non userò.
Su questo pastrocchio passo il mio dito indice, una volta bello sporco lascio una bella ditata sul foglio per disegnare lo spazio luminoso occupato dall’intero oggetto.
Questa fase può essere ripetuta diverse volte fino al risultato voluto.
Il dito può essere usato come un punto o come un pennello a seconda dell’effetto che vogliamo


Forma Generale



FASE 3 – ABBOZZO PRIMI DETTAGLI
Nuovamente scartavetro con la matita ma vado ora ad utilizzare lo sfumino.
Lo passo con mano leggera sul foglio per andare a disegnare l’abbozzo della forma generale dell’oggetto. Meglio rimanere con la mano molto leggera, perché se successivamente nella stessa zona dovessimo andare a creare delle zone scure sarà molto difficile, con la gomma, non fare danni.
Anche qui sono sempre meglio più mani leggere che una pesante.

Primi Dettagli
FASE 4 – DETTAGLIO DELLA MORFOLOGIA
Ancora con lo sfumino, magari alternando le punte, vado a disegnare in dettaglio la morfologia dell’oggetto.

FASE 5 – AGGIUNTA DEI DETTAGLI
Dopo che la morfologia è stata disegnata completamente, passo a disegnare i dettagli dell’oggetto.
Visto che la maggior parte delle volte possono essere minuti o intricati non lavoro immediatamente con lo sfumino (non ne sono ancora capace). Uso invece la matita morbida, vado a disegnare i dettagli con mano leggerissima e successivamente passo su di essi lo sfumino o le dita della mani per ammorbidire il tratto.

FASE 6 – DETTAGLI FINALI
Adesso aggiungo quei dettagli non presi in considerazione precedentemente: stelle interne all’oggetto, zone di maggior luminosità che prima non balzavano agli occhi ecc ecc, qui ognuno si deve muovere caso per caso e a seconda della propria ricezione dei dettagli.
Alla fine di questa operazione, chiudo gli occhi per un poco e poi faccio un paio di confronti tra il disegno ed il campo oculare.
Dettagli Finali
Se ci  metto tanto a disegnare e quindi il cielo ruota tanto…giro semplicemente il foglio e mantengo l’oculare in corrispondenza del campo stellare disegnato.




IN CAMERA OSCURA
Ovvero portare il disegno sul pc…

Scansione
Scansiono il disegno in scala di grigi e a 300dpi

Ritaglio
Usando il programma Paint.Net, se serve,ritaglio il campo del disegno per lavorare direttamente su quello.

LE STELLE
Creo un nuovo livello su quello base.
Su questo livello vado a sostituire le stelle del campo con dei pallini più o meno grandi a seconda della magnitudine (bisogna fare un po di prove per trovare le corrispondenze).
I pallini sono neri…
A questo livello applico una Sfumatura Gaussiana impostata a “1”.
Questo per rendere meno cerchi le stelle e più sfere. Ci sono tanti altri metodi per riprodurre le stelle ma io mi trovo molto bene con questo metodo (per adesso…).
Torno sul livello del disegno e cancello (con molta attenzione) le stelle del campo che verranno sostituite con quelle digitali.
Stelle
SCURIRE IL DISEGNO
Vado a scurire il disegno originale di un valore tra il 10% ed il 17%, una volta invertiti i colori questo creerà l’effetto della luminosità del profondo cielo.
Scurimento
MASCHERA
Adesso creo una maschera bianca al foglio ma solo fuori dal cerchio oculare.
Successivamente unico i livelli (disegno e stelle).
Mascheramento
INVERSIONE DEI COLORI
Adesso vado ad eseguire l’inversione dei colori.
Colori Invertiti
RITOCCO
Se dovesse servire, seleziono con il lazo solo l’oggetto DSO e gli applico una sfumatura gaussiana pari a 2 o 3. Con valori più alti non mi trovo bene.
Ritocco
PRESENTAZIONE
A questo punto non mi resta che incollare il disegno su un altro Foglio nero a cui aggiungerò i dati dell’oggetto e i punti cardinali. Non allego nessuna illustrazione, per il mio metodo basta andare a vedere un qaulsiasi mio disegno in questo blog... e poi ognuno fa come gli pare :)

FINITO!!!!

Questo è solo il mio metodo attuale! Cercherò di migliorare.
Spero che possa essere d’aiuto e che sia stata una piacevole lettura.


Cieli Sereni e Matite Appuntite!